
19/06/2005
Lo scorso anno la manifestazione fu sospesa per la malattia
di Bossi. Per il suo ritorno un palco di diciotto metri
Pontida, assalto della Lega all'Europa
"Hanno chiuso per fallimento"
MILANO - "L'Europa ha chiuso per fallimento": è sotto questo proclama del ministro del Welfare Roberto Maroni che il popolo della Lega Nord si prepara a ritrovarsi questa mattina a Pontida per il consueto raduno annuale. Solo l'anno scorso, per la prima volta dal 1990, l'appuntamento era saltato in omaggio alla richiesta di Umberto Bossi, che nel marzo era stato colpito dalla malattia. E inevitabilmente il ritorno di Bossi a Pontida sarà oggi, insieme alla polemica antieuropea, il richiamo maggiore per le decine di migliaia di militanti (lo stato maggiore del Carroccio ne attende tra gli ottanta e i centomila) in arrivo da tutto il nord Italia. Bossi parlerà per ultimo, intorno all'ora di pranzo, al termine di una maratona oratoria con inizio previsto alle nove e mezza del mattino, e che vedrà avvicendarsi sul palco tutti i colonnelli della Lega. Difficilmente quello di Bossi sarà un comizio fluviale come quelli cui la base leghista era abituata fino al duro colpo toccato al suo leader. Ma l'importante è che Bossi ci sarà: e già ieri si è recato sul prato del comizio per un sopralluogo.
Per il fondatore della Lega è il primo ritorno in pubblico dopo il comizio di Lugano il 6 marzo scorso, quando il Senatùr - parlando dal balcone della casa di Carlo Cattaneo, teorico del federalismo - lanciò la candidatura del proprio figlio maggiore alla successione alla guida della Lega Nord.
La coincidenza del ritorno in pubblico di Bossi con la crisi dell'Unione Europea fa sì che i dirigenti del Carroccio facciano a gara, in queste ore, nel lanciare attacchi pesanti contro la politica di Bruxelles. Due giorni fa il ministro Maroni ha preannunciato alla Padania il lancio di un referendum tra i militanti leghisti chiedendo loro di esprimersi sul ritorno alla lira o l'affiancamento della moneta nazionale a quella comunitaria. Ieri è il ministro delle Riforme Calderoli ad andare all'attacco sullo stesso tema, proponendo la raccolta di firme su una legge di iniziativa popolare: "E' giunto il momento di fuggire, prima che il palazzo crolli, e di fuggire il prima possibile dall'Euro visto il rischio che diventi presto carta straccia. Invito quindi tutti, domani, a venire a Pontida, per votare e dare il via all'operazione: Euro-No grazie!". Calderoli annuncia il conio di una moneta padana: "C'è interesse da parte di molti Istituti di Credito rispetto alle nostre proposte e noi vogliamo ancorare la moneta padana a un valore costante, una moneta che riesca a modulare il costo della vita", afferma il ministro.
Per il ritorno di Bossi a Pontida è stata allestita una scenografia da grande occasioni. Bossi verrà accolto da una bandiera con il Sole delle Alpi di 17mila metri quadrati (170 metri di base per 100 metri di altezza) sorretta da cinquecento militanti, da un palco da diciotto metri e da centocinquanta gazebo allestiti dalle associazioni padane. Nella notte di venerdì il bandierone-record è stato oggetto di un atto di vandalismo ma il principio di incendio appiccato da alcuni sconosciuti è rimasto senza conseguenze.
Tra gli ultimi interventi prima di quello di Bossi, è previsto il discorso del ministro della Giustizia Roberto Castelli, in questi giorni al centro delle polemiche per il suo scontro con il Quirinale in riferimento alla grazia per i responsabili dell'omicidio Calabresi.